domenica 4 marzo 2018

stanza di compensazione giorno 101

ci volete fregare?

"senza faccia, senza storia" con riguardo costanza lanza di scalea

Giulio Mazzarino 10 febbraio 2018 alle 11:57 E’ un peccato che l’autore si limiti a riportare la visione speculativa del sig. Jaentsch. Sarebbe preferibile che un settimanale così autorevole approfondisca meglio certi argomenti prima di dare giudizi su terzi, peraltro senza consentire alcuna replica. La visione di Jaentsch è infatti intenzionalmente volta a generare confusione, con la stessa tecnica con cui generano confusione alcune sue opere, come la scritta del 1943 su ruderi che non sono stati mai bombardati e la scritta “Banca” sull’edificio che mai fu banca. Tali interventi hanno lo scopo dichiarato di confondere cittadini e turisti e in questo non ci trovo nulla di ironico.
Sull’argomento vengono omessi da Jaentsch alcuni aspetti fondamentali. In primo luogo non si dice che gli edifici in questione sono pericolanti, con tanto di certificati di vari enti e, ogni tanto, al loro interno avvengono crolli, l’ultimo è stato circa otto mesi fa. I lavori di restauro non sono pertanto più procrastinabili.
Sarebbe bastata una foto della piazza per fornire delle indicazioni utili al lettore.
In secondo luogo si omette di dire che l’attuale movida notturna, non solo ha contribuito allo svuotamento dei pochi residenti ancora rimasti nel quartiere, ma è fonte di attività illecite legate alla criminalità organizzata. In questi ultimi anni, infatti, l’assenza di controlli ha attirato personaggi e affari loschi da tutta la provincia, garantendo lauti introiti e tanto degrado (basta fare una ricerca con i tag vucciria e mafia) .
Non si capisce poi come un esperto di comunicazione possa usare impropriamente il termine “gentrificazione” che ha un significato preciso e cioè di “sostituzione” della popolazione cosa che a Piazza Garraffello non avverrà visto che gli immobili sono disabitati, essendo inagibili.
A mio personale avviso l’unica speculazione amorale è messa in atto dal sig. Jaentsch a danno di un gruppo di cittadini che vuole restituire dignità ad un territorio profondamente vilipeso, legato alla identità e alla storia della città intera. Se proprio vogliamo dirla tutta, da quando il sig. Jaentsch ha messo piede in vucciria, molto è peggiorato. Le botteghe dell’antico mercato hanno continuato a chiudere lasciando il posto ad attività notturne di infimo rango, incuranti dei valori culturali del territorio, che hanno fatto letteralmente scappare i residenti storici ed impedito una adeguata manutenzione del patrimonio edilizio. La informo infine che proprio piazza Garraffello è da sempre legata al turismo. Palazzo Sperlinga e la loggia dei Catalani furono, fra l’800 e il ‘900, degli alberghi e già gli atti notarili del XIV secolo attestano la presenza di numerose locande che ospitavano viaggiatori e mercanti esteri approdati nell’antico porto che era a 100 metri di distanza dalla piazza. Capisco che è facile credere a chi si proclama artista “puro”, ma avverto che il sig. Jaentsch è prima di tutto un abile "scomunicatore" e che da questa attività trae innegabili vantaggi e profitti. All’autore, che invece è un esperto comunicatore (e non un giornalista), porgo uno spunto di riflessione: Di chi è Piazza del Garraffello? 
Giuseppe Piovasco di Rondò Sfugge il senso del discorso: Uwe rimarca il bello del cambiamento costante della piazza, e poi sembra osteggiare il primo vero cambiamento in decine di anni; confonde "imprenditore" con "architetto", ed evidentemente non sa che un fondo europeo (lo stesso che finanzia il restauro di decine di altri palazzi) non costituisce la totalità dell'investimento che, comunque, va anticipato con le proprie tasche. La Costanza Lanza di Scalea chiede che i palazzi vengano abitati dal "popolo" (mi chiedo cosa voglia dire) sfuggendole una idea concreta delle risorse necessarie per rendere abitabili quei luoghi. Poi esprime il timore per un cambiamento di respiro "europeo", sfuggendole completamente il fatto che la stessa piazza garraffello è un intervento radicale di respiro europeo avvenuto a metà del sedicesimo secolo e seguito da numerosi altri interventi anche più radicali. Il altre parole, più che critiche sostanziali (che sarebbero benvenute) mi sembrano dei capricci piuttosto infantili.
Uwe ti ama Giuseppe Piovasco di Rondò onestamente, ti piace il durex tropic tower?
Giuseppe Piovasco di Rondò Mi lascia assolutamente indifferente.
Uwe ti ama Per me invece è un'offesa come la vostra presenza
Giuseppe Piovasco di Rondò La "vostra presenza" di chi?
Uwe ti ama La presenza di Giuseppe Piovasco di Rondò e di Giulio Mazzerino

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